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Androcur (Ciproterone Acetato), l'AIFA: "Possibile rischio di tumore al cervello"


Nel post di qualche giorno fa, per la giornata mondiale contro l'omobitransfobia, abbiamo citato i farmaci per la TOS. A questo proposito, vi informiamo su un recente studio riguardante un farmaco antiandrogeno utilizzato anche per la Terapia Ormonale Sostitutiva nelle donne transgender: il ciproterone acetato (CPA), spesso venduto sotto il nome commerciale Androcur. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha rilasciato di recente una Nota Informativa, in cui informa gli operatori sanitari su alcune scoperte relative a questo farmaco, risalenti a una ricerca, non ancora pubblicata, effettuata dall'Agenzia Sanitaria Francese (ANSM) nel 2018. In breve, è stata segnalata la comparsa di meningiomi - un tumore benigno del cervello che origina dalle meningi - in associazione con l’uso di ciproterone acetato a dosi pari o superiori a 25 mg/die. Il rischio di meningioma "rientra tra gli effetti indesiderati di Androcur che si verificano con frequenza non nota", e aumenta con l’aumento della dose cumulativa. L'AIFA consiglia quindi la sua prescrizione ad alte dosi solo quando hanno fallito le alternative terapeutiche, incluse quelle a più basso dosaggio: “Alla luce di questi dati il trattamento con ciproterone acetato 10 mg, 50 mg, 100 mg o 300 mg/3 ml deve essere limitato alle situazioni in cui non siano disponibili o siano considerati inappropriati trattamenti od interventi alternativi in tutte le indicazioni eccetto che nel carcinoma prostatico. Inoltre, deve essere usata la più bassa dose efficace possibile.” Similmente, anche il Comitato per la Valutazione dei Rischi per la Farmacovigilanza dell'EMA (PRAC) ha raccomandato che "i medicinali con un dosaggio giornaliero uguale o superiore a 10 mg di ciproterone devono essere utilizzati solo per condizioni androgeno-dipendenti come l’irsutismo (crescita eccessiva di peli), alopecia (caduta di capelli), acne e seborrea (pelle eccessivamente oleosa), quando altre alternative terapeutiche, incluso il trattamento con dosaggi più bassi, hanno fallito. Una volta che dosaggi più alti hanno iniziato a dare una risposta terapeutica, il dosaggio deve essere gradualmente ridotto alla dose efficace più bassa." Il comunicato, tuttavia, glissa sul fatto che molte donne transgender in Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS) facciano uso di CPA anche in dosi alte, a seconda dell’endocrinologo che le segue. L’invisibilizzazione dell’esperienza trans* nella sanità - che dovrebbe essere invece in prima linea in difesa della categoria - non è una novità in Italia, visto che i farmaci per la TOS non contengono, nel foglietto illustrativo, dicitura di utilizzo durante la TOS per l’incongruenza di genere, e vengono quindi prescritti off-label. È inaccettabile che nel documento non si faccia nemmeno una rapida menzione dell’utilizzo del CPA in questo tipo di TOS (che è diverso dalla TOS post-menopausale, di cui invece nel documento si parla), soprattutto perché molte donne transgender lo assumono per molti anni a dosi alte e sono quindi una delle categorie più a rischio rispetto a questo poco probabile, ma possibile, effetto collaterale. I meningiomi sono dei tumori benigni, ma la loro espansione può comunque provocare difficoltà visive, mal di testa, difficoltà motorie agli occhi e al viso, disfagia e altri sintomi. In un’epoca in cui la medicina è sempre più patient-centered, è gravissimo che non si faccia attenzione alle esigenze di una popolazione numerosa come quella transgender che, secondo la letteratura scientifica internazionale, è compresa fra lo 0,5 e l'1,2% del totale. A tutte le donne trans che leggono questo post: se avete fatto uso di questo farmaco e avete dubbi sul trattamento, non esitate a chiedere informazioni al vostro medico o farmacista, che saprà sicuramente dirvi di più a riguardo! Medici, fate sentire la vostra voce e lottate al fianco delle vostre pazienti, perché ne hanno bisogno! Da parte del PRAC, sarà richiesto alle aziende che commercializzano medicinali contenenti 10 mg o più di ciproterone di condurre uno studio, in modo da valutare la consapevolezza dei medici sul rischio di meningioma e su come evitarlo. Ci sono state diverse petizioni che hanno chiesto all’AIFA e al Ministero della Salute di aggiornare i foglietti illustrativi, e nonostante questo ancora le persone trans* sembrano invisibili ai loro occhi. Quanto tempo dovrà passare, quante persone dovranno soffrire ancora prima che si smetta di trattarci come cittadini di serie B? Per ulteriori informazioni, vi lasciamo i link ai comunicati degli organi competenti nei commenti.


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