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Transfobia e giornalismo, quando la discriminazione viene diffusa dai media


Sassari Oggi, è inaccettabile che nel 2020 si utilizzi ancora questo tipo di terminologia e si alimenti in modo così palese l’odio verso le persone transgender. Frasi come “rissa con i trans” e “una ragazza, o molto più probabilmente un transessuale” suonano prese da un giornale degli anni 40 e non fanno altro che fomentare astio nei confronti delle donne transgender.

Disgustoso, inoltre, il modo in cui si cerca di spostare la colpa sulle donne, usando i pronomi sbagliati e raccontandole come molestatrici, con frasi quali “alcune avance e molestie da parte dei transessuali che avrebbero successivamente dato vita ai tafferugli”, e si dipingono le donne trans come stereotipicamente criminali citando avvenimenti slegati (“Un fatto analogo si era registrato nella notte tra il 23 e 24 dicembre. In quell’occasione, 3 trans avevano tentato un approccio molesto”) per cercare di creare un filo logico fra le due vicende. Ricordiamo che non vi è stata alcuna conferma di queste cosiddette molestie, e che spesso la transfobia fa sì che si risponda a una semplice avance (che, in questo caso, probabilmente non è nemmeno avvenuta) con inaudita violenza.

A questo punto a chi legge potrebbe sembrare che stiamo vedendo della discriminazione dove non ce n’è, quindi invitiamo a constatare come cambia l’articolo (scritto sempre dalla stessa persona) dopo che l’autore scopre che le donne aggredite non erano cisgender: mentre nel trafiletto pubblicato il 22 febbraio si riporta semplicemente l’aggressione, in quello del 23 si cerca subito di collegare la causa dell’aggressione all’identità transgender delle donne in questione, utilizzando termini non consoni per riferirsi a loro e costruendo subito una narrazione discriminatoria e deumanizzante nei confronti di questa categoria - già altamente stigmatizzata - di persone.

Visto che il giornalista ha citato i fatti del 23 dicembre, ne approfittiamo per ribadire che non è nemmeno la prima volta che qui in Sardegna il giornalismo si comporta in maniera inammissibile nei confronti delle donne trans in questi mesi: infatti, La Nuova Sardegna, che stavolta ha tenuto un comportamento più consono, aveva al tempo riportato la notizia come “Rissa con i trans”, alimentando anch’essa stereotipi e discriminazione riguardanti le donne transgender, come ben analizzato in questo articolo: https://www.asceonlus.org/la-transfobia-de-la-nuova-sardeg…/.

Chiediamo anche a La Nuova Sardegna di moderare i commenti sotto il proprio articolo sul fatto di oggi, essendo questi pieni di transfobia e odio.

Noi di UniCa LGBT, Movimento Sardo Transgender e Asce Sardegna riteniamo che questo tipo di giornalismo spiccio e legato agli stereotipi sia poco professionale e non debba essere accettato. Veramente sono così bassi gli standard dei giornali della nostra isola? Esigiamo, come lettori e come persone, che alla redazione di queste testate vengano esercitati controlli di qualità più stretti.

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